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Dimostrazione spettacolo con:
Mario Barzaghi
Questa dimostrazione vuole mettere lo spettatore a contatto con il lavoro dell'attore, aiutarlo ad entrare dentro quella “macchina”, quel meccanismo, quell “organon” in movimento che è l'attore. Percepire la ricchezza e la profondità che si nascondono dietro l'apparenza, il lavoro finito. Ciò che accade all'esterno, il visibile, è frutto di un lungo lavoro che si sedimenta nel tempo.
“Ci sono i particolari e c'è il dettaglio. I particolari sono più o meno importanti, il dettaglio però è essenziale”.(Franco Ruffini).
L'obiettivo, allora, è scoprire e mettere in evidenza l'essenziale: il percorso di un attore in bilico fra Occidente (la dim-spett. si conclude con due frammenti dall'inferno dantesco) ed Oriente, (l'arte del teatro danza indiano: il Kathakali), che agisce con lucidità, agilità e grazia. Attraverso la sua sincerità egli mostra il suo “corpo deciso”, ci pone dinanzi agli occhi “l'immagine atletica di un corpo impegnato nella lotta”, (Antonin Artaud), che persegue con coscienza uno scopo: il lavoro di un operaio esperto.
Tale lavoro ricorda sempre la danza, sfiora e tocca i confini dell'arte.