GROUCHO TEATRO

Centro di ricerca teatrale

 

'Viaggio nello spazio del clown'

Progetto di rassegna internazionale sul Clown, con seminari, spettacoli e conferenze. Ospiti: Lume teatro (Brasile), Leris Colombaioni (Italia), André Casaca-Ottoteatro (Brasile-Italia), Via Rosse (Argentina-Austria-Italia).

 

“Viaggio nello spazio del clown” è un’iniziativa che si propone di approfondire la conoscenza del complesso mondo dell’arte clownesca.
Il clown, o pagliaccio, ha le sue radici nella commedia greca e romana, con i suoi tipi caratteristici, e nelle presentazioni della commedia dell’arte. Nelle festività religiose e nelle presentazioni popolari dell’Antichità c’era un’alternanza fra il solenne ed il grottesco. Questo è un fatto comune a popoli differenti: dai greci agli aborigeni della Nuova Guinea, passando per gli europei del medioevo o per i lamaisti del Tibet. Questa combinazione di comico e tragico accentua la percezione delle emo-zioni contrastanti ed è peculiare al clown. Il clown è l’incarnazione del tragico nella vita quotidiana; è l’uomo che si assume la responsabilità della sua umanità e della sua debolezza, e per questo diventa comico.

Il “Viaggio” si articola in quattro tappe, tra loro indipendenti, che tracciano un unico percorso di studio delle possibilità culturali, artistiche e sociali del clown; accomunate dalla volontà di riaccendere la curiosità verso una tradizione, tuttora viva e in trasformazione, spesso posta in secondo piano. Il progetto si propone di rivelare l’arte del clown, sia agli “addetti ai lavori”, ovvero agli attori, che al pubblico, a cui sarà data la possibilità di entrare in un mondo latente in ognuno di noi, e nascosto per timore del giudizio altrui. Per questo abbiamo strutturato il percorso in seminari pratici per attori, e non; in spettacoli; e conferenze divulgative.
Durante i seminari, tenuti da attori, di provenienza internazionale, che hanno approfondito lo studio del clown nei molti anni di esperienza teatrale e che hanno ricercato la schiettezza nel comico, verranno trasmesse le peculiari tecniche di lavoro utilizzate dai diversi gruppi teatrali.
Con gli spettacoli, presentati dagli stessi attori che terranno i seminari, il pubblico incontrerà il frutto del lavoro dell’attore-clown, e potrà apprezzare l’incanto, il tragico, la serietà e l’ironia del pagliaccio.
Con le conferenze si aprirà al pubblico e a chi lavora nel teatro una porta cognitiva sull’arte del clown, sulla sua storia, sulle prospettive che offre, per esempio in contesti sociali disagiati.
A conferma della multiculturalità della figura del clown, il gruppo brasiliano, il Lume, mostrerà un documento filmato del “baratto” di clown avvenuto in Amazzonia con una comunità di indios.

Si partirà svelando la vera natura del clown: l’iniziazione del clown, ovvero come la relazione del tragico e del comico si manifesta nell’attore, come essa si concretizza nella sincerità e nell’autenticità dell’attore. Egli non interpreta, egli è. Perché, giova sottolinearlo, non si tratta di un personaggio, ossia di un’entità a noi esterna, ma di un’esagerazione e di una dilatazione degli aspet-ti puri, ingenui e umani del nostro essere. Il pagliaccio è la chiarezza della personalità d’ognuno e-spressa per un pubblico, egli si avvale di oggetti ed eventuali maschere (a partire dalla maschera minima, il naso rosso) per caratterizzare se stesso, per non sottrarsi all’incontro con l’altro, per manifestarsi allo spettatore così come egli è.
In tale direzione va il lavoro che verrà affrontato nel laboratorio pratico sulla relazione con gli oggetti e sulla maschera minima.
Procedendo nell’universo del personale, si smaschera il lavoro artigianale dell’attore-clown. Verranno trasmessi gli “strumenti di lavoro” di base: l’allenamento tecnico e quello “energetico”, stru-menti comuni all’arte rappresentativa, e particolarmente sviluppati dal gruppo brasiliano, il Lume.

L’allenamento tecnico dell’attore dà all’attore la consapevolezza delle tecniche psicomotorie per agire sulla scena; l’allenamento energetico la consapevolezza del come creare una relazione sensoriale con il pubblico, che altro non è che scambio di energie. Allenamento indispensabile per scoprire la teatralità comica del proprio corpo.

Si incontrerà poi la figura del clown cosiddetto classico, nella purezza della sua essenzialità, che incorpora e difende la continuità di una lunga eredità ancora fertile per il teatro: Leris Colombaioni, della conosciutissima famiglia circense di tradizione secolare, affronterà questo aspetto.
Un'eredità fertile non solo per l’arte: si aprirà una finestra sulla funzione sociale del clown nei contesti più disagiati. In particolare interverranno clown che sono direttamente impegnati in progetti di solidarietà sociale presso ospedali, o in sostegno di gruppi di bambini che vivono in strada (si fa riferimento al lavoro di Andrè Casaca a Salvador de Bahia). Un clown che dà gioia attraverso un lavoro schietto, che abbatte i muri di difficoltà oggettive, mettendosi in discussione e aprendo un varco nei cuori dei più oppressi.
Accanto alla sperimentazione contemporanea delle potenzialità del clown, si cercherà di focalizzare, grazie al supporto di docenti universitari, studiosi del teatro, quel filo sottile che si tramanda nel tempo, ricordando l’esigenza di smascherare l’umanità dalla falsità. Da qui si prenderà spunto per vedere, insieme al gruppo Via Rosse, come il lavoro sul clown esplica la propria influenza in un contesto di produzione teatrale non collegata esplicitamente ad esso, ma che ne utilizza i princìpi fondamentali dell'ironia e dell'auto-ironia.

Spettacoli, laboratori e conferenze coloreranno questo viaggio nell’ottica di promuovere la conoscenza del clown come artigiano che fa teatro nel senso più ampio del termine, con la serietà e la disciplina e la necessità di mettersi in gioco. All’interno di sentieri di ricerca diversi per cultura o per scelta artistica, il pagliaccio attraversa frontiere incarnando un’unica essenza: mostrare il ridicolo dell’essere umano, relativizzando norme e verità sociali. Si è scelto di invitare artisti di differente provenienza geografica, in un’ottica interculturale, per individuare quel campo comune delle metodologie utilizzate, di “princìpi che ritornano” e quelle peculiarità storiche e sociali che, dal punto di vista antropologico, ne caratterizzano le origini.

Il progetto è in commissione valutazione al ministero dei beni culturali.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

'Corvi e silenzi'

Drammaturgia basata su due film di due grandi maestri cinematografici: 'Uccellacci uccellini' di Pier Paolo Pasolini e 'Sorrisi di una notte d'estate' di Igmar Bergam.